domenica 7 ottobre 2012

Animali esotici in casa: il rischio malattie sussiste


Chi non ama un animale in casa? il problema semmai è un altro, ovvero, quanto riusciamo ad amare un animale senza farci sopraffare dal nostro egoismo non soltanto consentendo di detenere animali che per dimensioni e carattere mal si adatterebbero alle nostre mura domestiche, ma addirittura, estendendo il nostro interesse nei confronti di animali selvatici trasferiti nelle nostre abitazioni per sedare la smania di molti di noi di apparire, di servirsi di status symbol per dimostrare agli altri quanto valiamo. E’ giusto tutto ciò e, oltretutto, detenere animali esotici laddove non si dovrebbe fare, non può aprire la porta al rischio malattie?

Ebbene si, il rischio è anche questo, lo stigmatizza molto bene un’importante Associazione dei Consumatori, Prontoconsumatore che indica nel mercato legale di animali esotici e selvatici il rischio malattie e, poiché, l’Unione Europea è il secondo importatore di questi animali cui si aggiunge il mercato illegale di fauna selvatica ed esotica, giunto per volume di affari al terzo posto dopo il traffico della droga e delle armi, la situazione sanitaria sta sfuggendo di mano innescando pericolosi focolai che prima o poi potrebbero esplodere mettendo a rischio la salute di tutti.

Riportiamo per intero l’articolo di Prontoconsumatore

Tenere animali esotici e selvatici in casa, non è semplice, soprattutto perché questi animali, che spesso vengono tenuti come animali da compagnia, determinano in realtà un alto rischio di zoonosi, ovvero di quelle malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. Nell’Unione Europea proprio il numero sempre crescente di animali importati, venduti e detenuti ha fatto aumentare sensibilmente il rischio di malattie e la necessità di avere politiche di prevenzione. Da virus potenzialmente mortali come la rabbia e la peste, fino alla salmonella e alla tubercolosi, un rapporto di recente pubblicazione, curato da Eurogroup for Animals, ha analizzato il rischio di zoonosi degli animali selvatici ed esotici. Il rapporto, oltre a mettere in evidenza i rischi per la salute dell’uomo, evidenzia come questo tipo di animali non sia adatto a essere trattato come un animale da compagnia: oltre a condizioni di vita inadeguate, infatti, molto spesso questi animali vengono abbandonati, con scarsissime possibilità di trovare nuovi proprietari.

Vediamo cosa dice la Lav citando una Sintesi dal Rapporto di Eurogroup for Animals Rischi sanitari causati dai nuovi animali “da compagnia” (a cura del Settore Circhi, Zoo, Esotici della LAV)

Contesto

Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione senza precedenti nella detenzione degli animali selvatici ed esotici come animali “domestici”, o “nuovi animali da compagnia” come vengono definiti in Francia. Molti di questi animali provengono da altre parti del mondo, ed alcuni appartengono a specie protette. Questo trend sempre crescente di animali selvatici ed esotici come pet solleva però preoccupazioni in merito alla salute degli umani e degli animali, al benessere animale e alle minacce alla biodiversità.
Nel corso dei secoli, alcune specie locali sono state “addomesticate” e sono diventate cosmopolite, ad esempio cani, gatti, furetti, cocorite e topi ballerini.

Tuttavia oggigiorno si trovano sul mercato nuove specie di cui poco si sa in merito alla gestione e ai loro bisogni, alla riproduzione e ai rischi per la salute.

Alcune persone definiscono effettivamente come “da compagnia” animali in realtà selvatici, quali ad esempio, Procioni (Procyon lotor), Moffette (Mephitis spp.), Petauri dello zucchero (Petaurus breviceps), Scimmie di Barberia (Macaca sylvanus), Pipistrelli della frutta egiziani (Rousettus aegyptiacus), e rettili quali l’Iguana dai tubercoli (Iguana iguana).

Zoonosi
Questo fenomeno solleva in particolar modo l’argomento delle zoonosi e delle malattie animali che gli animali selvatici ed esotici importati potrebbero trasmettere alla popolazione umana o animale nel paese di importazione. Il 60% delle Malattie Infettive Emergenti sono zoonotiche e di queste oltre il 70% di quelle che hanno origine dalla fauna selvatica rappresentano una minaccia molto significativa e in crescita per la saluta globale. Numerose zoonosi veicolate dalla fauna selvatica ed esotica sono molto gravi, incluse la rabbia, la peste, la salmonellosi e l’Ebola.

Ampiezza del commercio di fauna selvatica ed esotica e globalizzazione

Le specie vengono introdotte in nuove parti del mondo rispetto ai paesi d’origine, con una velocità senza precedenti, dovuta all’aumento del volume e dell’intensità del commercio, dei trasporti e del turismo. Le condizioni di trasporto degli animali possono facilitare la diffusione di malattie, in quanto le specie vengono mischiate, gli animali trasportati in spazi limitati e in condizioni di stress per le quali il loro sistema immunitario può risultare compromesso. La durata del trasporto può essere più breve del periodo di incubazione della malattia, conseguentemente i sintomi potrebbero non essere visibili fino alla conclusione del trasporto, una volta che l’animale giunga a destinazione, nel negozio di animali o addirittura dopo l’arrivo in casa. L’EU, in quanto principale importatore di animali selvatici ed esotici vivi, dovrebbe seriamente prestare attenzione ai potenziali rischi per la salute.

Il Rapporto

Questo rapporto è un’analisi della documentazione delle malattie zoonotiche trasmissibili dagli animali selvatici ed esotici agli esseri umani, suddivise per gruppi di specie animali.
Primati – A causa degli stretti legami genetici con gli umani i primati sono uno dei gruppi di specie con il più alto rischio di zoonosi. I rischi di zoonosi presenti sono la rabbia, l’Herpes B virus, il vaiolo
delle scimmie, la tubercolosi, batteri del tratto digerente (salmonella, shigella), zoonosi trasmissibili tramite morsi (pasteurellosi) e vari parassiti (amebe, tricocefali, ascaridi).

Alle scimmie di barberia vengono iniettati vaccini studiati per cani e gatti con il risultato di accidentali contaminazioni di rabbia.

Roditori – Questo gruppo rappresenta l’animale domestico più diffuso in Europa. I rischi zoonotici più frequenti includono infezioni benigne della pelle quali dermatofitosi (infezione micotica), scabbia, pulicosis (dermatiti causate dalle pulci), leptospirosi e contaminazioni con agenti batterici presenti nel tratto intestinale quando il proprietario cambia la lettiera (Yersinia spp., Salmonella spp.). Più raramente i roditori selvatici possono trasmettere malattie molto gravi quali la peste. Varietà scavatrici (marmotte, scoiattoli di terra, gerbilli) rappresentano i rischi più alti. Alcuni cani della prateria negli Stati Uniti hanno trasmesso ad esseri umani il vaiolo delle scimmie dopo essere stati tenuti insieme a roditori infetti nel viaggio dall’Africa.

Carnivori – Anche se i carnivori vengono importati con meno frequenza rispetto a scimmie o rettili, alcuni privati detengono carnivori selvatici, incluse moffette, procioni e fennec. Il principale rischio associato a queste specie è la rabbia. Quando fu scoperta l’epidemia di SARS (Sindrome respiratoria acuta grave), alcuni allevatori cinesi stavano tentando di addomesticare una Civetta delle palme mascherata (Paguma larvata) che è il probabile collegamento con il serbatoio del coronavirus che causa la SARS negli esseri umani.

Marsupiali – Recentemente in Europa sono stati venduti come pet anche alcuni marsupiali quali il Petauro dello zucchero (Petaurus breviceps) ed il Tricosuro Volpino (Trichosurus vulpecula). L’ultimo è diventato il serbatoio d’incubazione di tubercolosi bovina causata dal Mycobacterium bovis in Nuova Zelanda, dove è stato introdotto nel 1840. C’è un rischio concreto che queste specie possano dar vita ad un nuovo ceppo di tubercolosi in Europa.

Pipistrelli – E’ risaputo che i pipistrelli sono portatori di rabbia, tra gli altri virus. I pipistrelli della frutta in Australia e Malesia sono stati messi in relazioni a gravi zoonosi, rispettivamente l’Hendra virus e il Nipah virus, che hanno portato a decessi umani. Un pipistrello della frutta Egiziano qualche tempo dopo essere stato venduto in un negozio di animali francese è morto di rabbia, le conseguenze risultanti furono 130 persone vaccinate e la morte per eutanasia di tutti gli animali con cui era venuto in contatto in Francia.

Rettili – La salmonellosi è la principale zoonosi trasmessa dai rettili. Si stima che il 90% dei rettili in cattività sia un portatore sano di salmonella. I rettili possono inoltre trasmettere la tubercolosi (Mycobacterium marinum), e anche alcune parassitosi.

I bambini, gli individui immunocompromessi e le donne incinta possono essere più suscettibili a queste malattie. Sono stati riportati casi di salmonellosi in individui, inclusi neonati, che non sono stati a diretto contatto con I rettili ma che vivono in abitazioni in cui questi vengono tenuti come pet.
Pet selvatici ed esotici possono inoltre trasmettere malattie ad animali autoctoni e domestici.

La maggior parte degli agenti patogeni che causa queste zoonosi può inoltre essere trasmesso ad altri animali. Questo è il caso, per esempio, della rabbia (primati, carnivori, chirotteri), della tubercolosi (tutti i mammiferi ed i rettili), leptospirosi (roditori), ma anche febbre Q (rettili, primati) e brucellosi (tutti i mammiferi).

Raccomandazioni

La probabilità di introdurre una grave zoonosi attraverso un animale esotico può essere bassa, ma il pericolo che pone per la salute pubblica richiede vigilanza. Inoltre sembra chiaro che alcune specie animali pongono rischi maggiori di altri per la salute. Di conseguenza Eurogroup for Animal offre le seguenti raccomandazioni per affrontare i rischi sanitari associati al commercio di animali selvatici.

Obiettivo complessivo – ridurre il commercio di animali selvatici ed esotici e stabilire misure che prevengano il rischio sanitario
• Informare i potenziali detentori di animali sui rischi e i bisogni particolari degli animali selvatici ed esotici – L’educazione dei detentori, attuali e potenziali, di animali selvatici ed esotici relativamente ai rischi ecologici e sanitari e ai particolari bisogni legati al benessere per gli animali selvatici ed esotici è vitale.
Acquisti impulsivi nei negozi di animali, o da parte di turisti poco informati, mostrano che pochi tra i potenziali acquirenti tengono in considerazione le difficoltà associate alla cura adeguata e alla detenzione degli animali destinati a vivere a contatto con gli esseri umani.
• Proteggere il benessere degli animali e degli esseri umani – Gli Stati Membri possono stabilire restrizioni sulla tipologia di animali che possono essere detenuti come animali domestici, ad esempio proibendo la detenzione di animali selvatici ed esotici. Il Belgio ha stabilito una lista di 42 mammiferi che possono essere detenuti, basandosi su criteri riguardanti la salute, la sicurezza ed il rischio ecologico correlati alla possibilità di tenere gli animali in cattività nelle case e nel contempo rispettare le sue esigenze biologiche, e la disponibilità di conoscenze sulle cure veterinarie e sulla gestione delle specie.
• Identificare le specie in commercio che rappresentano un rischio ecologico e sanitario – Dovrebbe venir intrapreso uno sforzo mirato all’identificazione delle specie in commercio che rappresentano un rischio sanitario ed ecologico. L’epidemiologia delle malattie in aree estranee alla specie potrebbe essere di difficile comprensione e questo potrebbe rendere difficile una corretta diagnosi, per le figure professionali che lavorano in ambito sanitario. Alcuni gruppi, quali ad esempio i primati, possono rappresentare rischi maggiori di altri a causa della loro somiglianza genetica agli esseri umani.
• Stabilire misure sanitarie – Dovrebbero esser definite delle misure sanitarie basandosi sul riconoscimento del rischio delle specie. Per le specie importate la soluzione migliore per minimizzare il rischio sarebbe quella di mettere in atto procedure di campionamento, metodi di detenzione e test diagnostici di riferimento per le principali zoonosi. La creazione di procedure per prendersi cura di animali clinicamente sospetti consentirebbe di agire più rapidamente e in modo più efficace in caso di emergenza.
Un’altra possibilità sarebbe quella di limitare o proibire l’importazione di alcune specie similmente alle restrizioni sul commercio di uccelli catturati in natura.
Per prendere visione del rapporto completo (redatto in lingua inglese):
http://eurogroupforanimals.org/files/publications/downloads/Zoonotic-risk-report.pdf




Redazione Web Prontoconsumatore - Redattore DD
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1 commento:

  1. Cane della prateria.Recentemente una persona probabilmente si è ammalata di infezione virale tenendo a stretto contatto tale tipo di animale con escrementi ed urine.I sintomi sono evidenziati,da analisi di laboratorio e diagnosi che parla di INFEZIONE di origine VIRALE sono:Febbre,emorragie,piastrine,globuli bianchi fortemente ridotti,ferro e calcio azzerati. VES azzerati.Escludendo a priori leucemia,è possibile che veramente si tratti di una infezione derivata dal contatto con feci ed urine di questo animale?

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